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Manutenzione straordinaria o ristrutturazione?

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CdS: per sapere se un intervento edilizio rientra nelle semplificazioni dello Sblocca Italia conta la normativa vigente quando si ottiene il titolo abilitativo

 

 

16/11/2015 – Per pronunciarsi sulla legittimità di un intervento edilizio bisogna valutare la normativa vigente al momento in cui è stato rilasciato il titolo abilitativo.

Lo ha affermato il Consiglio di Stato, che con la sentenza 4831/2015 ha chiarito che per capire se un intervento rientra nella nozione di ristrutturazione edilizia o in quella di manutenzione straordinaria non importa se dopo il rilascio del permesso di costruire ci sono state delle semplificazioni procedurali. 


Secondo il CdS, il principio da seguire è il “tempus regit actum”. Ciò significa che in eventuali controversie si deve fare riferimento solo alle norme in vigore quando il Comune ha rilasciato il permesso. 

Quel “è casa tua, decidi tu”, contenuto nello spot del Governo confezionato per comunicare le “poche e semplici incombenze a carico di chi intende ristrutturare casa” introdotte dal Decreto Sblocca Italia (DL 133/2014), vale quindi solo se il permesso e i lavori sono successivi all’entrata in vigore del DL.

Nel caso preso in esame, un Comune aveva autorizzato una serie di lavori con due distinti permessi di costruire. Il proprietario di uno degli immobili situati nell’edificio in cui dovevano essere svolti gli interventi aveva però fatto ricorso perché riteneva che i lavori, classificati come manutenzione straordinaria, fossero in realtà più invasivi.

Il primo permesso di costruire autorizzava opere di manutenzione straordinaria e risanamento dell’immobile senza modifiche di unità interne mentre il secondo dava il via libera a lavori di risanamento conservativo e di sostituzione edilizia con la realizzazione di un impianto di ascensore e il frazionamento di una unità immobiliare mediante fusione di due appartamenti.

Secondo i giudici, i permessi avrebbero consentito la realizzazione di opere in grado di incidere sulla struttura dell’immobile in maniera invasiva. Per questo motivo hanno escluso che i lavori non potessero essere ricondotti alla nozione di manutenzione straordinaria e di risanamento conservativo.

Il CdS ha ricordato che rientrano nella ristrutturazione edilizia gli accorpamenti, i frazionamenti delle unità immobiliari e gli interventi che alterano l’originaria consistenza fisica dell’immobile con l’inserimento di nuovi impianti e la modifica di distribuzione di volumi. Al contrario la manutenzione straordinaria e il risanamento conservativo presuppongono la realizzazione di opere che lasciano inalterata la struttura dell’edificio e la distribuzione interna della sua superficie.

Il Comune che aveva rilasciato i permessi aveva infine fatto notare che nel frattempo ilDecreto Sblocca Italia aveva ampliato i casi di lavori rientranti nella manutenzione straordinaria. Il Consiglio di Stato ha bocciato però questa idea affermando che nel periodo in cui erano stati rilasciati i permessi il decreto Sblocca Italia non era stato ancora approvato e che quindi le semplificazioni introdotte non dovessero essere considerate.

Secondo il CdS, non esiste quindi nessuna possibilità si applicazione retroattiva delle nuove norme. Questo nonostante la Cassazione in una recente pronuncia abbia affermato il contrario, cioè che per rispettare la volontà di semplificazione del legislatore, sia possibile non attenersi strettamente al periodo in cui sono stati realizzati i lavori.

 

 

Fonte:edilportale.com

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RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA
E DETRAZIONI FISCALI

Sulle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2017, per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici già esistenti spetta una detrazione del 65%. Va ricordato che le spese sostenute prima del 6 giugno 2013 fruivano della detrazione del 55%. Dal 1° gennaio 2016 il beneficio sarà del 36%, cioè quello ordinariamente previsto per i lavori di ristrutturazione edilizia.

Attenzione: la detrazione del 65% si applica anche alle spese documentate e rimaste a carico del contribuente: a) per interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio, sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2017; b) per l’acquisto e la posa in opera delle schermature solari di cui all’allegato M al Dlgs 311/2006, sostenute dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro; c) per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, sostenute dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017, fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro.

La detrazione spetta per le spese sostenute, e rimaste a carico del contribuente (per es. non incentivati dal Comune) per:

  • interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, che ottengono un valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori riportati in un’apposita tabella (i parametri cui far riferimento sono quelli definiti con decreto del ministro dello Sviluppo economico dell’11 marzo 2008, così come modificato dal decreto 26 gennaio 2010). Il valore massimo della detrazione è pari a 100.000 euro
  • interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), finestre comprensive di infissi, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro. La condizione per fruire dell’agevolazione è che siano rispettati i requisiti di trasmittanza termica U, espressa in W/m2K, in un’apposita tabella (i valori di trasmittanza, validi dal 2008, sono stati definiti con il decreto del ministro dello Sviluppo economico dell’11 marzo 2008, così come modificato dal decreto 26 gennaio 2010). In questo gruppo rientra anche la sostituzione dei portoni d’ingresso, a condizione che si tratti di serramenti che delimitano l’involucro riscaldato dell’edificio verso l’esterno o verso locali non riscaldati e risultino rispettati gli indici di trasmittanza termica richiesti per la sostituzione delle finestre
  • l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università. Il valore massimo della detrazione è di 60.000 euro
  • interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione. La detrazione spetta fino a un valore massimo di 30.000 euro
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia, con un limite massimo della detrazione pari a 30.000 euro
  • interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria, con un limite massimo della detrazione pari a 30.000 euro.

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