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Tettoia o pergolato scopriamo cosa pensa il comune.

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Costruzione o ristrutturazione, come decide il Comune?

16/03/2020 – Il Comune non ha l’obbligo di fornire spiegazioni sul motivo per cui rilascia o nega il rilascio di un permesso di costruire. Con la sentenza 984/2020, il Consiglio di Stato ha spiegato che l’unica condizione per ottenere il permesso di costruire è il rispetto delle norme urbanistiche.

 

Diniego del permesso di costruire, il caso

I giudici si sono pronunciati sul contenzioso sorto tra un privato, che aveva chiesto il permesso di costruire in sanatoria per la demolizione di un tetto e la realizzazione di un pergolato in legno in un edificio situato in area vincolata, e un Comune, che aveva negato il titolo abilitativo e ordinato la demolizione e il ripristino dello stato preesistente. Secondo il responsabile dell’intervento, il Comune aveva errato nel negare il permesso senza prima interpellare l’ente preposto alla tutela del vincolo e nel non notificare l’avvio del procedimento.

Permesso di costruire e conformità alle norme urbanistiche

Il Consiglio di Stato ha ricordato che la sanatoria è possibile solo quando l’opera realizzata in assenza del preventivo titolo abilitativo risulti conforme agli strumenti urbanistici generali e di attuazione esistenti sia al momento della realizzazione dell’opera sia al momento della presentazione della domanda. Il privato sosteneva di aver realizzato un pergolato in legno, ma secondo i risultati dei sopralluoghi effettuati, si trattava di una tettoia con palizzata di legno e tegole sul terrazzo di copertura in sostituzione di un precedente sottotetto. L’intervento aveva determinato la modifica delle quote di gronda e dei volumi del preesistente manufatto. Per questo sarebbe stato necessario sia il permesso di costruire sia il nulla osta paesaggistico. I giudici hanno osservato che le opere non consistevano in un intervento di ricostruzione né di manutenzione straordinaria, ma nella realizzazione di una struttura con nuove e diverse dimensioni planovolumetriche. Lavori non consentiti nel centro storico soggetto a vincolo storico-paesaggistico.

Pergolato e tettoia, focus sulle differenze

Nell’esame dell’intervento, il CdS ha osservato che una parte del lavoro realizzato, definito “pergolato in legno”, era in realtà una tettoia con palizzata di legno e tegole sul terrazzo di copertura in sostituzione del precedente sottotetto. I giudici hanno ricordato che il pergolato, che non comporta aumento di volumetria o superficie utile, è un “manufatto realizzato in struttura leggera di legno che funge da sostegno per piante rampicanti o per teli, il quale realizza in tal modo una ombreggiatura di superfici di modeste dimensioni, destinate ad un uso del tutto momentaneo”. Se, invece, il pergolato viene coperto nella parte superiore, anche per una sola porzione, con una struttura non facilmente amovibile, realizzata con qualsiasi materiale, è assoggettato alle regole per la realizzazione delle tettoie. Per il CdS, le opere si ponevano in contrasto con il PRG. Motivo sufficiente per negare il permesso di costruire in sanatoria senza bisogno di interpellare altri Enti o fornire ulteriori spiegazioni.

 

Fonte:edilportale.com

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RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA
E DETRAZIONI FISCALI

15/04/2020 – L'Enea ha aggiornato la tabella contenente tutti gli interventi agevolabili con l’ecobonus 2020, aggiungendo per ogni intervento le rispettive aliquote di detrazione. La principale novità che emerge, rispetto allo scorso anno, è che se infissi, caldaie e schermature solari vengono installate in tutto il condominio la detrazione sale dal 50% al 65%. 

Ecobonus 2020: gli interventi agevolabili

L’Enea ricorda, infatti, che sono agevolati con l’ecobonus 50%:
- serramenti e infissi
- schermature solari
- caldaie a biomassa
- caldaie a condensazione classe A.

L'Enea, tuttavia, aggiunge che se serramenti e infissi, schermature solari e caldaie a condensazione in classe A vengono installati in parti comuni condominiali o in tutte le unità del condominio, passano ad una detrazione del 65%.

Gli interventi, sia su parti comuni che su singola unità, che accedono all’ecobonus 65% sono: 
- caldaie condensazione classe A con contestuale sistema di termoregolazione evoluto
- generatori di aria calda a condensazione
- pompe di calore
- scaldacqua a pdc
 - collettori solari
- generatori ibridi
- sistemi di building automation
- microcogeneratori.
Per le singole unità immobiliari sono al 65% anche riqualificazione globale dell’edificio e coibentazione involucro.

 

 

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